Il Parco delle Bontà…dove nasce uno dei pecorini più buoni d’Italia

Da quando ero bambina fino a circa sedici anni fa, era consuetudine ogni inverno uccidere il maiale per fare salsicce,  salami, e salumi vari. Non avevamo una fattoria tutta nostra, così andavamo in quella della signora Carmela. Era una vera e propria azienda agricola dove venivano allevati oltre che maiali, anche mucche, pecore e capre…ma soprattutto era l’azienda che produceva i più buoni latticini, formaggi e salumi della zona.

Circa una settimana fa ci sono ritornata nell’azienda (che oggi si chiama Il Parco delle Bontà) della signora Carmela, e il cuore mi si è riempito di gioia: l’azienda che sta nei miei ricordi d’infanzia ora non esiste più perchè ne ha preso il posto qualcosa di più grande e più bello…basti pensare che oggi i suoi formaggi sono pluripremiati ed esportati anche all’estero. Quello che mi ha colpito però è stata la semplicità e l’umiltà della padrona di casa, che con molta discrezione mi ha raccontato la sua storia…

…la signora Carmela nasce nella Forenza del dopo-guerra da una famiglia di contadini. Sin da bambina le piace fare il formaggio, e così anche dopo il matrimonio con Michele, pur non avendo una proprietà tutta loro ma lavorando con il sistema della mezzadria, hanno sempre trasformato il latte in formaggio. Nel 1987, con 14 capre e 14 pecore di loro proprietà, Carmela e Michele decidono di provare a mettersi in proprio. “Ci trasferimmo qui, in questa appezzamento di terreno dove ci stava solamente una piccola casupola malridotta, e con tanto sacrificio abbiamo iniziato a produrre formaggio di pecora e poi caciocavalli e mozzarelle”.

Quello che oggi noi chiamiamo training, per Carmela e Michele è durato solo due settimane: “Mio zio che per 20 anni aveva lavorato in un caseificio di Venosa, venne da noi per due settimane. Una settimana servì per imparare a fare le mozzarelle ed un’altra per imparare a produrre il caciocavallo. Poi, tutto quello che sappiamo, lo abbiamo imparato da soli, con l’esperienza e anche con molti sbagli. Ma questa è la vita”.

Nel frattempo i figli di Carmela e Michele crescevano, imparavano il mestiere…e l’azienda man mano diventava sempre più grande. Dice Carmela “abbiamo iniziato a commercializzare i nostri prodotti caseari nei negozi di generi alimentari di Forenza e dei paesi limitrofi, dove venivano molto apprezzati”. E non poteva essere il contrario, dal momento che i prodotti dell’azienda sono davvero molto buoni. La loro genuinità e la bontà ben presto inizierà anche ad essere premiata. “Nel 2001 partecipammo al nostro primo concorso a Banzi (un paesino in provincia di Potenza), dove vincemmo il primo premio che ci avvalse la partecipazione ad un altro concorso caseario in Val d’Aosta, dove il nostro pecorino rientrò tra i primi dieci migliori formaggi italiani”. Iniziò così la scalata del pecorino prodotto nel Parco delle Bontà, che lo portò ad ottenere l’attestato di primo pecorino d’Italia.

“La partecipazione a fiere su tutto il territorio nazionale e a vari concorsi, ci ha dato la possibilità di far conoscere i nostri prodotti, non solo caseari ma anche i salumi, in tutta Italia e anche all’estero”. Oggi l’azienza agricola Il Parco delle Bontà esporta sui principali mercati italiani e ha rapporti diretti con acquirenti a New York, Boston e in Germania.

Quando chiedo alla signora Carmela quel è il segreto del loro successo, lei mi risponde, con molta naturalezza, così:
“La qualità e la genuinità di tutti i nostri prodotti. Ad esempio per quanto riguarda il pecorino, il latte è prodotto da pecore che vengono lasciate libere al pascolo. Il latte delle mozzarelle invece  viene prodotto da mucche brune e pezzate rosse, le quali producono un latte con consistenti quantità di grassi e proteine che danno il sapore alla mozzarella, alla scamorza e alla treccia. Lo stesso vale per i salumi; per la produzione di salsiccia utilizziamo carne dei maiali da noi allevati e nutriti con il foraggio da noi coltivato, anche il peperone essiccato e il finocchio, che fanno parte degli ingredienti, vengono prodotti e trasformati nella nostra azienda seguendo i metodi tradizionali”.

…questi dunque i segreti del Parco delle Bontà…io ne aggiungerei però un altro: la passione e tanta voglia di lavorare.

Il Parco delle Bontà – Caseificio Caggiano-Summo
c.da Piro Sorbo, Forenza (Pz, Italia),
tel. 0971.773460
caggiano@caseificiocaggiano.it

Annunci

La semplicità dell’estate in tavola

Ingredienti

4 seppioline fresche
1 lime
4 cucchiai di olio d’oliva
una manciata di prezzemolo tritato
sale e pepe qb

Lavate e pulite le seppioline. Ponetele in una terrina con l’olio, il lime spremuto, il sale e il pepe. Fate marinare le seppioline per almeno un’ora.
Mettere le seppioline su una piastra ardente e fatele cucinare 3 minuti per lato.
Spolverate le seppioline con il prezzemolo e servitele con un cucchiaino di senape francese delicata.

L’aglianico della Bottaia

Il viaggio tra i saperi e i sapori del vino continua…e la sete di conoscenza mi spinge ancora per una volta a Maschito. Ho scelto Maschito per parlare di vino e aglianico proprio per la tradizione e l’attaccamento che gli abitanti mostrano nei confronti della  vite.
Quando la comunità albanese arrivò nel 1467 non iniziò a coltivare il grano o ad allevare bestiame, come d’altronde facevano da secoli gli autoctoni, ma si dedicò alla produzione di vino, sfruttando le propizie caratteristiche ambientali che rendono la zona del Vulture eccellente per la coltura del vitigno aglianico.
A distanza di secoli la produzione di vino aglianico è ancora una forte tradizione, e per accorgersene basta camminare per le vie del centro storico, dove tutte le abitazioni, vecchie e nuove, sono dotate di una cantina attrezzata. Oggi l’unica ed importante differenza è “la valorizzazione del vitigno e del vino che ne deriva”. Questa è la missione dei 6 soci di Casa Maschito. Casa Maschito è un’azienda vinicola nata nel 1999. Come afferma Giuseppe, “partirono dal nulla, con le semplici conoscenze assorbite in famiglia e tramandate di generazione in generazione”. Oggi  Casa Maschito produce 1000 quintali di vino all’anno, esportato non solo sul territorio italiano ma anche negli USA, in Giappone, Germania e in Inghilterra.  L’uva è quasi tutta di produzione propria ed il resto viene comunque acquistato dai viticoltori locali.
“Il nostro obiettivo era quello di evitare che le nostre uve pregiate venissero acquistate dai produttori di vino al di fuori della  nostra regione. Infatti, dice Giuseppe, per molti anni soprattutto a causa di uno scarso spirito imprenditoriale degli abitanti della  zona, l’aglianico del Vulture veniva venduto, seppur a buon prezzo, ai produttori vinicoli del nord, soprattutto per sopperire alle mancanze di altre uve”. Questo meccanismo, grazie ad imprenditori come i ragazzi di Casa Maschito, non esiste più e l’aglianico ha ottenuto la denominazione di DOCG, avvalendosi della nomea di BAROLO DEL SUD.

Attualmente Casa Maschito produce vini: La Bottaia, il Portale Adduca e il Basilicata Rosso, con cui si sono avvalsi il Pramaggiore  nel 2001 e nello stesso anno la Douja d’Or. Inoltre, nella bellissima casa signorile nel centro storico del paese sovrastante l’antica cantina, Casa Maschito organizza eventi di degustazione, accogliendo manifestazioni come Cantine Aperte durante il mese di maggio. Ed è proprio nell’antica cantina detta la bottaia in cui nulla è artificiale, che la società produce anche un ottimo vino d’annata.

Casa Maschito S.r.l
Sede Legale: Via Marconi, 18
Cantina: Via Nitti • Tel 0972 33101 • Fax 0972 33077
85020 Maschito (PZ)
www.casamaschito.it

Un amore di vino: l’aglianico di Elisabetta

E’ un lunedì pomeriggio qualsiasi, piove ma fa molto caldo, è luglio e siamo proprio nel periodo del sol leone. Ho appuntamento con Elisabetta alle cinque, nella sua cantina di Maschito.  Elisabetta ha 29 anni e la sua storia è incredibilmente appassionante. Nasce in Inghilterra e all’età di 3 anni si trasferisce nel paese natale dei suoi genitori, Maschito. E’ un piccolo borgo della Basilicata sorto nel 1467 ad opera di una comunità albanese, dove da sempre vi è una forte e radicata tradizione vinicola. All’età di 7 anni, Elisabetta viene adottata dagli zii. Elisabetta cresce così con l’amore di “due famiglie”: quella di origine e quella adottiva, e da entrambe le viene trasmessa la passione per le vigne, l’uva, e il vino.
Il tempo passa, e nel 2007 Elisabetta, in mancanza di lavoro decide di trasformare la sua passione ed il suo amore per il vino in un vero e proprio mestiere. “Io sono fortunata perchè ogni giorno lo dedico a ciò che mi piace di più: alla produzione di vino”.

E’ proprio nel 2007 che nasce l’Azienda Agricola Musto Carmelitano la cui proprietaria è Elisabetta Musto Carmelitano.

Come nasce l’azienda e come l’hai organizzata?
Ho ereditato tre ettari di vigneto, ovviamente aglianico, di età compresa tra i 60 e i 90 anni, e ho deciso di produrre del vino aglianico di qualità e soprattutto biologico. Noi siamo una piccola azienda a conduzione familiare in cui mi aiutano mio padre e mio fratello. Per imporci sul mercato dovevamo puntare sulla qualità e sulla eccezionalità del nostro prodotto.

Quando il vino è biologico?
Il processo di produzione è completamente naturale. Ad esempio il nostro vino contiene poca solforosa, una percentuale molto vicina allo zero. Inoltre utilizziamo dei serbatoi piccoli al fine di non impiegare i lieviti e fare in modo che l’uva fermenti da sè.

Come è stata accolta la produzione di vino biologico dal mercato locale?
Il mercato locale, quello lucano, è saturo. Ci sono un’infinità di produttori di vino aglianico che occupano tutti i settori del mercato da anni. Diversa è la situazione a livello nazionale ed internazionale.

Cioè?
A livello nazionale, grazie alla partecipazione in fiere, come quella di Vicenza, siamo riusciti ad ottenere degli ottimi contatti. Ora il nostro vino lo potete trovare a Como, a Lecco ed in Campania. Con la commercializzazione del 2009 siamo riusciti a piazzare il nostro aglianico biologico anche a New York e in Giappone. E questa è davvero una bella soddisfazione se si pensa che la prima vinificazione risale solo al 2007.

Guardando al futuro, quali gli obiettivi e le difficoltà?
L’obiettivo è sicuramente il mercato tedesco. Le difficoltà, a parte le solite legate alla mancata valorizzazione da parte delle istituzioni locali dell’aglianico in quanto tale, potrebbero venire dalla volontà di effettuare i sondaggi petroliferi nella zona del Vulture. L’eventuale estrazione di petrolio rischierebbe di danneggiare di molto i vitigni. Ma a questo proposito, noi produttori ci stiamo organizzando affinchè questo non accada.

Lascio Elisabetta dopo una lunga chiacchierata nella sua cantina tra gli odori inebrianti del vino e l’entusiasmo di una giovane lucana che ha deciso di crederci.

Di seguito le schede dei vini prodotti nell’azienda di Elisabetta:

Maschitano Rosso I.G.T.

IGT Rosso di Basilicata
Uve 100% Aglianico
Vendemmia fine novembre
Macerazione circa 10 giorni
Invecchiamento 6 mesi in acciaio
Affinamento in bottiglia minimo 2 mesi
Temperatura di servizio 16-18°c

Maschitano Bianco I.G.T.

IGT Bianco di Basilicata
Uve 100% Moscato
Vendemmia inizio settembre
Fermentazione alcolica vinificazione in bianco con temperature controllate
Affinamento in cemento 6 mesi
Temperatura di servizio 10-12°c

Maschitano Rosato I.G.T.

IGT Rosato di Basilicata
Uve 100% Aglianico
Vendemmia inizio ottobre
Vinificazione vinificazione in bianco
Fermentazione circa 30 giorni
Invecchiamento 6 mesi in botti di cemento
Affinamento in bottiglia minimo 2 mesi
Temperatura di servizio 10°c

Serra del Prete

DOC Aglianico del Vulture
Uve 100% Aglianico
Vendemmia fine novembre
Macerazione circa 20 giorni
Invecchiamento 6 mesi in serbatoi d’acciaio
Affinamento in cemento 6 mesi
Affinamento in bottiglia minimo 4 mesi
Temperatura di servizio 16-18°c

Pian del Moro

DOC Aglianico del Vulture
Uve 100% Aglianico
Vendemmia fine novembre
Macerazione circa 20 giorni
Invecchiamento 12 mesi in tonneaux
di rovere francese
Affinamento in bottiglia minimo 4 mesi
Temperatura di servizio 16-18°c

Azienda Agricola Musto Carmelitano
di Musto Carmelitano Elisabetta

Via Pietro Nenni, 23
85020 Maschito (PZ) – Italia
telefono e fax +39 097 233312
mobile +39 388 6069526

info@mustocarmelitano.it

Pollo fritto con salsa di zucchine

…preparare la crema: lavate le zucchine, tagliatele in quattro ed eliminate la parte centrale.Lessate le zucchine in acqua bollente leggermente salata, scolatele e fatele raffreddare. Successivamente, frullate le zucchine con l’olio, il basilico, il pecorino e l’aglio.

Tagliate il petto di pollo a strisce e ponetelo in una terrina con le uova sbattute. Preparate l’impanatura con il pan grattato, il sale e una manciata di pepe. Impanate le striscioline di pollo e friggetele in abbondante olio bollente. Mettete il pollo su della carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

Servite le strisce di pollo fritte con la salsa di zucchine.

Penne con le sarde

Ingredienti

300 gr di penne rigate
300 gr di sarde
250 gr di pomodorini pachino
peperoncino
1 spicchio d’aglio
1 bustina di zafferano
3 cucchiai di olio d’oliva

Pulite le sarde eliminando le squame, la spina centrale e la testa.

In una padella mettete l’olio con lo spicchio d’aglio e il peperoncino. Fate rosolare a fuoco medio fino a quando l’aglio sarà ben dorato. Togliete quindi l’aglio ed aggiungete le sarde. Fate cuocere a fuoco medio per un paio di minuti. Successivamente aggiungete lo zafferano ed i pomodorini. Continuate la cottura fino a quando le sarde non si saranno sfaldate.

Nel frattempo portate ad ebollizione una pantola d’acqua in cui cucinerete la pasta. Scolate le penne al dente e saltatele in padella con il sugo alle sarde.

In english please…

Ingredients

300 gr penne (type of pasta)
300 gr sardines
250 gr little tomatos
1 clove of garlic
1 red pepper
1 sachet of saffron
3 spoon of olive oil
sea salt

Wash the sardines and remove the scales, the head and the bones.

In a pan, cook olive oil with red pepper and garlic, until garlic will be brown. Then, remove the garlic from pan and add the sardines. Cook on a medium heat for a couple of minutes.
Afterwards, add a sachet of saffron and the tomatos. Proceed with cooking until the sardine will be break into small pieces.

In the meantime, cook the pasta, and put the pasta down when it is ready to drain. At the end, mix the pasta with sardines sauce.

Fiori di zucca in pastella

I ricordi culinari delle mie estati a Forenza sono legati alla quantità e varietà di verdure dell’orto coltivate prima da mia nonna e poi da mia mamma. Primi fra tutti vi erano i fiori di zucca, che come avete potuto notare dalle ricette precedenti, hanno una versatilità incredibile…

Ingredienti (4 persone)

16 fiori di zucca
100 gr di farina
2 uova
1,5 dl di birra
olio per fritture
sale qb

…preparare la pastella: setacciate la farina in una terrina, aggiungete le uova sbattute e la birra. Mescolate il composto, evitando la formazione di grumi, fino ad ottenere una pastella cremosa.

Lavate delicatemente i fiori di zucca, privateli del gambo e asciugateli tamponandoli con carta assorbente da cucina.

Immergete i fiori di zucca nella pastella. Friggeteli poi, pochi alla volta, in abbondante olio molto caldo. Scolateli con il mestolo forato, e poneteli su della carta assorbente da cucina per eliminare l’olio in eccesso. Salateli e serviteli caldi.

In english please

Ingredients for 4

16 zucchini blossoms
100gr flour
2 eggs
1,5 dl beer
oil
sea salt

…to prepare batter: in a terrine, sift the flour and add the beaten eggs and the beer. You just mix all these ingredients until it’s the consistency of heavy cream.

Wash accurately the zucchini blossoms and dry them with paper towel. Deep fry the battered blossoms in heat oil until they will be golden brown. Drain on a paper towel, then sprinkle with sea salt and eat hot.