“Lucanità” culinaria in mostra a Bruxelles

Reduce da una piacevole parentesi culinaria lucana nel cuore di Bruxelles. Aglianico del Vulture, pecorino, caciocavallo, salsiccia secca e capicollo, peperoni cruschi di Senise.

 

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L’aglianico della Bottaia

Il viaggio tra i saperi e i sapori del vino continua…e la sete di conoscenza mi spinge ancora per una volta a Maschito. Ho scelto Maschito per parlare di vino e aglianico proprio per la tradizione e l’attaccamento che gli abitanti mostrano nei confronti della  vite.
Quando la comunità albanese arrivò nel 1467 non iniziò a coltivare il grano o ad allevare bestiame, come d’altronde facevano da secoli gli autoctoni, ma si dedicò alla produzione di vino, sfruttando le propizie caratteristiche ambientali che rendono la zona del Vulture eccellente per la coltura del vitigno aglianico.
A distanza di secoli la produzione di vino aglianico è ancora una forte tradizione, e per accorgersene basta camminare per le vie del centro storico, dove tutte le abitazioni, vecchie e nuove, sono dotate di una cantina attrezzata. Oggi l’unica ed importante differenza è “la valorizzazione del vitigno e del vino che ne deriva”. Questa è la missione dei 6 soci di Casa Maschito. Casa Maschito è un’azienda vinicola nata nel 1999. Come afferma Giuseppe, “partirono dal nulla, con le semplici conoscenze assorbite in famiglia e tramandate di generazione in generazione”. Oggi  Casa Maschito produce 1000 quintali di vino all’anno, esportato non solo sul territorio italiano ma anche negli USA, in Giappone, Germania e in Inghilterra.  L’uva è quasi tutta di produzione propria ed il resto viene comunque acquistato dai viticoltori locali.
“Il nostro obiettivo era quello di evitare che le nostre uve pregiate venissero acquistate dai produttori di vino al di fuori della  nostra regione. Infatti, dice Giuseppe, per molti anni soprattutto a causa di uno scarso spirito imprenditoriale degli abitanti della  zona, l’aglianico del Vulture veniva venduto, seppur a buon prezzo, ai produttori vinicoli del nord, soprattutto per sopperire alle mancanze di altre uve”. Questo meccanismo, grazie ad imprenditori come i ragazzi di Casa Maschito, non esiste più e l’aglianico ha ottenuto la denominazione di DOCG, avvalendosi della nomea di BAROLO DEL SUD.

Attualmente Casa Maschito produce vini: La Bottaia, il Portale Adduca e il Basilicata Rosso, con cui si sono avvalsi il Pramaggiore  nel 2001 e nello stesso anno la Douja d’Or. Inoltre, nella bellissima casa signorile nel centro storico del paese sovrastante l’antica cantina, Casa Maschito organizza eventi di degustazione, accogliendo manifestazioni come Cantine Aperte durante il mese di maggio. Ed è proprio nell’antica cantina detta la bottaia in cui nulla è artificiale, che la società produce anche un ottimo vino d’annata.

Casa Maschito S.r.l
Sede Legale: Via Marconi, 18
Cantina: Via Nitti • Tel 0972 33101 • Fax 0972 33077
85020 Maschito (PZ)
www.casamaschito.it

Un amore di vino: l’aglianico di Elisabetta

E’ un lunedì pomeriggio qualsiasi, piove ma fa molto caldo, è luglio e siamo proprio nel periodo del sol leone. Ho appuntamento con Elisabetta alle cinque, nella sua cantina di Maschito.  Elisabetta ha 29 anni e la sua storia è incredibilmente appassionante. Nasce in Inghilterra e all’età di 3 anni si trasferisce nel paese natale dei suoi genitori, Maschito. E’ un piccolo borgo della Basilicata sorto nel 1467 ad opera di una comunità albanese, dove da sempre vi è una forte e radicata tradizione vinicola. All’età di 7 anni, Elisabetta viene adottata dagli zii. Elisabetta cresce così con l’amore di “due famiglie”: quella di origine e quella adottiva, e da entrambe le viene trasmessa la passione per le vigne, l’uva, e il vino.
Il tempo passa, e nel 2007 Elisabetta, in mancanza di lavoro decide di trasformare la sua passione ed il suo amore per il vino in un vero e proprio mestiere. “Io sono fortunata perchè ogni giorno lo dedico a ciò che mi piace di più: alla produzione di vino”.

E’ proprio nel 2007 che nasce l’Azienda Agricola Musto Carmelitano la cui proprietaria è Elisabetta Musto Carmelitano.

Come nasce l’azienda e come l’hai organizzata?
Ho ereditato tre ettari di vigneto, ovviamente aglianico, di età compresa tra i 60 e i 90 anni, e ho deciso di produrre del vino aglianico di qualità e soprattutto biologico. Noi siamo una piccola azienda a conduzione familiare in cui mi aiutano mio padre e mio fratello. Per imporci sul mercato dovevamo puntare sulla qualità e sulla eccezionalità del nostro prodotto.

Quando il vino è biologico?
Il processo di produzione è completamente naturale. Ad esempio il nostro vino contiene poca solforosa, una percentuale molto vicina allo zero. Inoltre utilizziamo dei serbatoi piccoli al fine di non impiegare i lieviti e fare in modo che l’uva fermenti da sè.

Come è stata accolta la produzione di vino biologico dal mercato locale?
Il mercato locale, quello lucano, è saturo. Ci sono un’infinità di produttori di vino aglianico che occupano tutti i settori del mercato da anni. Diversa è la situazione a livello nazionale ed internazionale.

Cioè?
A livello nazionale, grazie alla partecipazione in fiere, come quella di Vicenza, siamo riusciti ad ottenere degli ottimi contatti. Ora il nostro vino lo potete trovare a Como, a Lecco ed in Campania. Con la commercializzazione del 2009 siamo riusciti a piazzare il nostro aglianico biologico anche a New York e in Giappone. E questa è davvero una bella soddisfazione se si pensa che la prima vinificazione risale solo al 2007.

Guardando al futuro, quali gli obiettivi e le difficoltà?
L’obiettivo è sicuramente il mercato tedesco. Le difficoltà, a parte le solite legate alla mancata valorizzazione da parte delle istituzioni locali dell’aglianico in quanto tale, potrebbero venire dalla volontà di effettuare i sondaggi petroliferi nella zona del Vulture. L’eventuale estrazione di petrolio rischierebbe di danneggiare di molto i vitigni. Ma a questo proposito, noi produttori ci stiamo organizzando affinchè questo non accada.

Lascio Elisabetta dopo una lunga chiacchierata nella sua cantina tra gli odori inebrianti del vino e l’entusiasmo di una giovane lucana che ha deciso di crederci.

Di seguito le schede dei vini prodotti nell’azienda di Elisabetta:

Maschitano Rosso I.G.T.

IGT Rosso di Basilicata
Uve 100% Aglianico
Vendemmia fine novembre
Macerazione circa 10 giorni
Invecchiamento 6 mesi in acciaio
Affinamento in bottiglia minimo 2 mesi
Temperatura di servizio 16-18°c

Maschitano Bianco I.G.T.

IGT Bianco di Basilicata
Uve 100% Moscato
Vendemmia inizio settembre
Fermentazione alcolica vinificazione in bianco con temperature controllate
Affinamento in cemento 6 mesi
Temperatura di servizio 10-12°c

Maschitano Rosato I.G.T.

IGT Rosato di Basilicata
Uve 100% Aglianico
Vendemmia inizio ottobre
Vinificazione vinificazione in bianco
Fermentazione circa 30 giorni
Invecchiamento 6 mesi in botti di cemento
Affinamento in bottiglia minimo 2 mesi
Temperatura di servizio 10°c

Serra del Prete

DOC Aglianico del Vulture
Uve 100% Aglianico
Vendemmia fine novembre
Macerazione circa 20 giorni
Invecchiamento 6 mesi in serbatoi d’acciaio
Affinamento in cemento 6 mesi
Affinamento in bottiglia minimo 4 mesi
Temperatura di servizio 16-18°c

Pian del Moro

DOC Aglianico del Vulture
Uve 100% Aglianico
Vendemmia fine novembre
Macerazione circa 20 giorni
Invecchiamento 12 mesi in tonneaux
di rovere francese
Affinamento in bottiglia minimo 4 mesi
Temperatura di servizio 16-18°c

Azienda Agricola Musto Carmelitano
di Musto Carmelitano Elisabetta

Via Pietro Nenni, 23
85020 Maschito (PZ) – Italia
telefono e fax +39 097 233312
mobile +39 388 6069526

info@mustocarmelitano.it