Coffee&Tea Party

Anche da noi è arrivato Starbucks !

Giusto ? Sbagliato ?

Io direi che va bene così…viviamo in un mondo globale, quindi ben venga Starbucks anche a Napoli ! … l’importante è accogliere il “nuovo” senza dimenticare il “vecchio”, la mitica tazzulella ‘e café !!

Ad ogni modo, per entrare nel mood dei gusti “Starbucks-iani” (tipo il caffé alla vaniglia) vi propongo questa idea per un party tutto tè e caffé, ideale per un compleanno o un onomastico….

Potete scaricare le etichette delle bottiglie, dei bicchieri e delle bustine di tè

Fonte: A Subtle Revelry
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Il “panuozzo” londinese

Mi piace definirmi napoletana di adozione…non solo perchè a Napoli ho trascorso sette anni importanti della mia vita, ma anche e soprattutto perchè sono una di quelle a cui Napoli è rimasta nel cuore. A fatica ricordo i suoi mille aspetti difficili, o meglio, passano sempre in secondo piano rispetto alla sua unicità…
In quei sette anni ho cercato di prendermi tutto il possibile da una Napoli dalle due facce (come mi piace definirla)…si, perchè ci sta sempre il risvolto della medaglia, e il risultato è stata la consapevolezza che manca sempre qualcosa da imparare, perchè mille sono le sue sfaccettature!

Ovviamente, lo stesso vale dal punto di vista culinario…

Pizza, calzone, panino napoletano, babà, pastiera, salsiccia e friarielli e così via. Le cose che ancora mancano sono tante, e tra queste ci sta il panuozzo di Gragnano. In tutto il mondo Gragnano è famosa per la pasta, ma tra i napoletani doc questa località è famosa soprattutto per il suo panuozzo. Per assaporare questa sorta di panino fatto con la pasta della pizza rigorosamente cotto nel forno a legna e farcito con salumi, mozzarella e verdure, non basta andare nella città partenopea ma è necessario recarsi direttamente a Gragnano…e diciamo che non è proprio a due passi da Napoli. Ad ogni modo io non avevo ancora mangiato il famoso panuozzo, se non fino a una settimana fa!!

L’aspetto interessante è che non ho organizzato una gita nella città della pasta, ma mi trovavo nella vibrante Londra: città piena di sorprese!! Di certo non sono andata alla ricerca disperata di ristoranti italiani (anzi cerco sempre di evitarli all’estero), ma il napoletano doc non ha saputo resistere alla tentazione del panuozzo a Londra. E così una lucana, un napoletano, un piemontese e un marchigiano si son ritrovati da Santoré…a mangiare un panuozzo eccezionale…parola del napoletano doc!!…anche perchè per me era la mia prima volta!

Napoli: non-conventional tour…o quasi!

…il pizzaiuolo che ha bottega, nella notte, fa un gran numero di queste schiacciate rotonde, di una pasta densa, che si brucia, ma  non si cuoce, cariche di pomidoro quasi crudo, di aglio, di pepe, di origano: queste pizze in tanti settori da un soldo, sono affidate  a un garzone, che le va a vendere in qualche angolo di strada, sovra un banchetto ambulante e lì resta quasi tutto il giorno, con  questi settori di pizza che si gelano al freddo, che si ingialliscono al sole, mangiati dalle mosche… . Vi sono anche, per la notte, dei garzoniche portano sulla testa un grande scudo convesso di stagno, entro cui stanno queste fette di pizza e girano pei vicoli e  danno un grido speciale, dicendo che la pizza ce l’hanno col pomidoro e con l’aglio, con la muzzarella e con le alici salate. Le  povere donne sedute sullo scalino del basso ne comprano e cenano, cioè pranzano, con questo soldo di pizza…“*

…A Napoli il caffè è affar serio. E’ il carburante indispensabile per sopportare i ritmi di una città frenetica nella quale è  difficile orientarsi. I mexico sparsi per la città sono oasi nelle quali rifugiarsi quando Napoli opprime (e Napoli spesso opprime)  alla ricerca di un pò di calore, di comprensione, di un sorriso, di forza per poter andare avanti. Di simpatia, nel senso nobile e  greco della comunione di sentimenti…“**

Sette anni della mia vita li ho trascorsi a Napoli. Napoli o la ami o la odi. Io la amo. E questo amore spropositato si manifesta  quando la lasci. Si, perchè prima o poi la lasci. Ma non è un tradimento, non un abbandono. E’ un allontanamento doloroso e forzato.  Così, appena puoi ci ritorni. E piangi, passeggiando per via Caracciolo alle due del pomeriggio un giorno lavorativo qualsiasi, quando  non ci sta quasi nessuno…e la malinconia ti assale.

Ho avuto la fortuna di conoscere Napoli a 360 gradi, con gli occhi di un napoletano. La mia quotidianità napoletana dunque era ed è  legata a tutti i luoghi e quartieri della città…anche quelli non convenzionali. Il mio più recente ritorno si è così articolato in  lunghe passeggiate tra il Vomero, piazza Dante, via Partenope e Secondigliano…ovviamente con degne e piacevoli pause culinarie…

Colazione al Bar Angelo di C.so Secondigliano
Cornetto con nutella tiepida
Cappuccino freddo, assolutamente cremoso e piacevolissimo al gusto

Pausa caffè al bar Mexico di p.zza Dante
Caffè Harem, zuccherato dalle sapienti mani del barista

Pranzo da Regina Margherita in via Partenope
Scialatielli alla sorrentina
Delizia al limone

Cena alla Pizzeria Vesi di via San Biagio dei Librai
Pizza Margherita, obviously

Cornetto di mezzanotte alla cornetteria Notte è… del quartiere Secondigliano
Cornetto di pasta sfoglia delicatissima al cioccolato o crema
Una bottiglietta di latte

*Matilde Serao, “Il ventre di Napoli”, cap. Quello che mangiano

**Josè Vicente Quirante Rives, “Elogio del caffè al bar. Scritto a Napoli dove il caffè è culto”